Natura e sport
     
 

Grazie alla posizione strategica dell'Agriturismo Podere La Casetta, a breve distanza da siti archeologici, aree protette, riserve naturali e parchi, numerose sono le attività escursionistiche per itinerari adatti ad ogni esigenza.

La presenza in azienda, da luglio 2002, di una guida ambientale escursionistica, offrirà agli ospiti la possibilità di vivere il territorio e di conoscerne gli angoli più remoti, abbinando il trekking all'approfondimento della storia, della biologia, degli usi e tradizioni locali.

Fra i tanti itinerari possibili, ne indichiamo alcuni particolarmente suggestivi :


ITINERARI NATURALISTICI

  • Parco interprovinciale di Montioni
    Il parco ha un'estensione di 6336 ettari e raggiunge l'altezza massima di 300 metri. Sono presenti testimonianze di insediamenti etruschi, romani ed edifici medievali. La vegetazione è costituita in prevalenza da leccio e macchia mediterranea. All'interno del parco, ricca fauna rappresentata principalmente da cinghiali, daini, caprioli.


     

  • Montebamboli e le Miniere
    Lungo percorsi segnalati dalla Comunità Montana, lungo le rive del Torrente Milia, seguendo il tracciato dell'antica ferrovia carbonifera. Visita all'area delle miniere e dell'antico abitato. Vegetazione prevalente : leccio, cerro, sughera, cisto, mirto, carpino bianco, ciclamini, erica. La fauna è principalmente rappresentata dalla presenza di cinghiali, caprioli, tassi, volpi, rapaci.

  • Parco Regionale della Maremma
    Unico Parco Regionale della regione, è stato istituito nel 1975. Si estende lungo la zona a nord del fiume Ombrone e a sud con i Monti dell'Uccellina. La vegetazione varia a seconda dell'ambiente : dalla scarsa vegetazione delle dune (ammofile, gigli marini, soldanella) alla tipica retrodunale con lentisco, olivastro che cedono il passo all'immensa pineta granducale. Macchia mediterranea vicino alla costa con eriche, ginepri, filliree e orniello, cerro, roverella, acero minore nell'entroterra. Ricchissima è la fauna : cinghiale, capriolo, daino, faina, donnola, istrice, tasso, nutria, vari uccelli acquatici, falchi di palude, aironi, germani reali.

  • Suvereto e il Monte Calvi
    Da Suvereto (tipico nome derivante da Sughera), piccolo borgo citato per la prima volta nel 973 D.C., organizzatosi in libero Comune nel XIII sec., entrato a far parte della Lega Ghibellina patrocinata da Pisa, nel 1273 si prosegue alla volta del Monte Calvi, attraverso una natura assolutamente incontaminata con vegetazione ricchissima costituita da cerri, sughere, lecci, orchidee selvatiche, anemoni. Dalla vetta del Monte Calvi (646 mt. Slm) si gode di un panorama mozzafiato su tutta il golfo di Follonica, il golfo di Baratti,l'Elba, la Corsica.

  • Riserva Naturale Torrente Farma
    Si estende per 1561 ettari fra valli e boschi. Importantissima per alcune rarità botaniche presenti quali il tasso, la betulla, il bosso, l'agrifoglio e una felce di grandi dimensione come l'Osmunda Regalis. La fauna vede la presenza di martora, puzzola, lontra, gatto selvatico. Lo stagno della Troscia all'interno della riserva annovera la presenza del tritone alpestre.

     


  • Riserva Naturale Diaccia Botrona
    Si estende su 1273 ettari ed è considerata la più importante area umida in Italia e dal '91 sito di importanza internazionale. L'avifauna è la componente più spettacolare della riserva con oltre 200 specie presenti nell'arco dell'anno e circa 80 nidificanti.

  • Riserva naturale Pescinello
    Localizzata nell'Alta Valle dell'Albegna ha una superficie di 149 ettari. Il territorio è collinare con rillievi che arrivano a 800 mt slm. Posto di indicibile magia vanta la presenza di numerosi alberi secolari di straordinarie dimensioni, come Roverelle, Carpino nero, Tigli e Aceri campestri e minori. Territorio ricco di acqua da' dimora al tritone italico e crestato e ai gamberi di fiume ed anche al rarissimo Ululone dal Ventre Giallo.

     

  • Riserva Naturale Statale Tomboli di Follonica
    Si estende lungo il litorale che va da Follonica al Puntone di Scarlino. E' rappresentata principalmente da pino domestico e sclerofille. Lungo le dune tipica vegetazione ammofila.

  • Riserva Naturale Statale di Popolamento Animale Belagaio
    La riserva presenta una parte a seminativo ed una parte boscata sul versante del torrente Farma. All'interno dell'azienda si trova il castello del Belagaio, passato di mano nel corso dei secoli a varie famiglie aristocratiche come gli Aldobrandeschi, Ardengheschi e Grottanelli. Si possono osservare il Picchio rosso maggiore, l'allocco, la civetta e il Gufo Comune.

  • Riserva Naturale Monte Labbro
    Il Monte Labbro si trova sul versante sud-ovest del Monte Amiata, la riserva è di 667 ettari. Sulla sommità del Monte Labro si trovano alcuni edifici storici legati al movimento Giurisdavidico di Davide Lazzaretti. La vegetazione, piuttosto scarsa essendo il territorio di media montagna vede comunque la presenza di cerri, castagni, olmi, noccioli e aceri. Numerose invece le specie animali : puzzola, faina, martora, tasso, gatto selvatico; tra i rapaci : biancone, falco pecchiaiolo, poiana, albanelle e lanari. Numerosi sono anche i rettili.


    ITINERARI ARCHEOLOGICI

  • Lago dell'Accesa e scavi archeologici - (periodo etrusco - VI sec. A.C.).

  • Roselle - (periodo etrusco- una delle principali città etrusche, fondata nel VII sec. A.C. Molto interessante è la stratificazione archeologica visibile, che spazia dal VII sec. A.C. fino all'XI sec. D.C.).

  • Cosa - (periodo romano - la prima e più importante colonia romana, fondata nel 273 a.c., nell'attuale territorio di Ansedonia).

  • Vetulonia - (periodo etrusco- Prime attestazioni di insediamenti umani risalgono all'Età del ferro; la necropoli ha dato alla luce tombe di vari periodi dall'VIII sec. A.c. al VI sec. A.c.).

  • Sovana - (periodo etrusco - le prime attestazioni dell'occupazione del pianoro tufaceo risalgono all'età del Bronzo. La necropoli è costituita da tombe a fossa e tombe a camera del VII sec. a.C.; tombe rupestri del III sec. A.C.; di grande impatto la passeggiata lungo la monumentale Via Cava, scavata nel tufo.).

  • Pitigliano - (periodo etrusco- necropoli del VII sec. A.C. ; lo sviluppo medievale e rinascimentale dell'abitato ha cancellato ogni traccia dell'abitato etrusco; le prime citazioni di Pitigliano risalgono al 1061. Fu possesso degli Aldobrandeschi e di altre famiglie aristocratiche del tempo.).

  • Populonia - (periodo etrusco- Sorge sulla sommità del promontorio di Piombino ed è l'unica città etrusca affacciata sul mare.).


    ITINERARI STORICI - L'INCASTELLAMENTO (XI sec. D.C.)

  • Rocca di S. Silvestro
    E' un villaggio fondato nella seconda metà del X sec. D.C. per volontà dei Signori della Gherardesca, per lo sfruttamento minerario. E' l'unico esempio di insediamento produttivo dell'epoca.

  • Monterotondo Marittimo
    A 540 mt. Slm, il paese è al centro di una zona ricca di castagneti. Il castello di Monterotondo, dominato a partire dal XII sec. dai Conti Alberti passò nei secoli successivi sotto il controllo di Massa Marittima e quindi incluso, con il suo territorio, nella giurisdizione di Siena nel 1335.

  • Montieri
    Il primo documento scritto risale al 973 D.C. Tra il XII e il XIII secolo fu conteso fra Volterra e Siena che ambivano al controllo delle miniere d'argento del territorio. L'Imperatore Federico II, interessato anch'esso alle miniere, ne controllò il castello intorno al 1250. Il castello fu poi occupato nel 1341 dalla Repubblica di Siena, ma nel 1364 fu devastato da soldati di ventura inglesi. La rocca venne quindi ricostruita nel 1371.

  • Gerfalco
    Le prime notizie su Gerfalco risalgono al XII secolo.Addossata alla Porta Senese del paese si può notare una torre circolare mozza, una volta una delle torri del castello, inizialmente sotto il dominio dei Pannocchieschi e successivamente degli Aldobrandeschi.

  • Scarlino
    Importante castello del XII secolo appartenente al vescovo di Roselle e successivamente agli Alberti. Agli inizi del 1200 fu acquistato dagli Aldobrandeschi che lo vendettero a Pisa nel 1278. Passò poi agli Appiani di Piombino nel 1398 per poi entrare a far parte del Granducato di Toscana nel 1815. E' ancor oggi in buono stato di conservazione.

  • Giuncarico
    La più antica citazione del castello risale al 772. Fu anche questo proprietà degli Aldobrandeschi. Dal XIII secolo fu dominato da Siena. I Pannochieschi, succeduti agli Aldobrandeschi, conservarono a lungo i dirtti sul castello. Sono visibili alcuni dettagli del castello ed altri ormai inglobati in edifici successivi.

    BOTANICA E GASTRONOMIA

    Lungo percorsi incontaminati, alla scoperta di nuove ricette legate all'utilizzazione di ciò che il bosco ci offre.

     

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